Sezione I
SULLE ORME DI ZEUSI E PARRASIO
L’intrigante gioco pittorico fra la realtà e la sua simulazione, mirato a suscitare nell’osservatore l’illusione del vero, trova le sue radici nel mondo greco-romano. Plinio il Vecchio, nel I secolo d.C., narra dell’antica gara fra i due celebri pittori greci Zeusi e Parrasio, il primo capace di dipingere grappoli d’uva così realistici, da indurre gli uccelli a beccarli; il secondo in grado di ingannare l’occhio esercitato di Zeusi stesso, che di fronte alla tenda dipinta da Parrasio volle scostarla, credendo celasse il quadro.L’episodio leggendario, ben presente agli artisti dal Rinascimento in poi, ha determinato la prolungata fortuna dei due soggetti nella pittura a inganno, dove grappoli d’uva si offrono invitanti all’osservatore, mentre tendono a sconcertarlo le tende o i velari illusivamente posti davanti all’oggetto della rappresentazione.

